venerdì 28 novembre 2008

SPARITI I GATTI A VICENZA

GIORNALE DI VICENZA - 5 NOVEMBRE 2008
 
POVE (VI). Allarme per la scomparsa di diversi felini. Dito puntato sulle "tradizionali" cene dei primi di novembre 
Gatti svaniti nel nulla «Finiranno in tavola!»
«Quella di mangiarli è qui un'anacronistica e crudele usanza ancora diffusa Andremo dai carabinieri»
 
Silvano Ferraro
 
Pove (VI) - Gatti che spariscono e una leggenda che torna puntuale ogni anno. Il 5 novembre, ma la scadenza è "mobile", è data nota ai piedi del Grappa. È il giorno in cui, finite le celebrazioni di Santi e Defunti, qualcuno un tempo era solito ritrovarsi per mangiare il gatto. Niente virgolette, come fosse la cosa più normale del mondo, un po' come mangiare pollo, maiale o vitello. Un'abitudine dura a morire. Pare infatti che più di qualcuno non abbia mai mollato e puntualmente si dia appuntamento in case private o in qualche trattoria per rivivere una tradizione le cui radici si perdono lontane nel tempo, fra storie e leggende sulle cui ceneri è nato l'appellativo di "vicentini magnagati". 
Si narra di un locale sul Grappa, di un altro sulla Pedemontana, di un altro ancora nella prima pianura e di un altro ancora un po' più in là... dove gruppi di amici si ritrovano all'insegna della più sfrenata allegria per mangiare uno degli animali più vicini a noi, il gatto, in barba a leggi e sentimenti. 
A portare alla ribalta il problema è stata nei giorni scorsi la sparizione di alcuni gatti nella zona di Pove, ma pare ci siano segnalazioni analoghe in altri luoghi. 
I proprietari non hanno dubbi. Non è un caso se i loro micioni sono spariti proprio ai prima di novembre. Sono sicuri che finiranno sul piatto di qualcuno e non vogliono lasciar perdere. Dopo essersi rivolti ai vigili, presenteranno denuncia ai carabinieri, nell'intento di togliere il coperchio al pentolone. 
Tra i derubati ci sono Anna Tessarolo e Vittorio Panero, che abitano nella zona di via Piave. 
«Pensavo che quelle di definire i vicentini "magnagati" fosse solo una diceria frutto della fantasia - dice Anna Tessarolo - invece è una triste realtà. In pochi giorni solo qui a Pove sono spariti diversi gatti, quattro solo nella zona dove vivo io, tutti castrati, in carne e di qualche anno di età. Io e altri proprietari abbiamo raccontato l'accaduto ai responsabili del canile di Pove, qualcuno è andato dai vigili e ora andremo anche dai carabinieri per sporgere una regolare denuncia. Possibile che sopravvivano ancora tradizioni così grette e barbare come quella di mangiare i gatti? Quella delle cene del 5 novembre purtroppo non è una diceria. Basta chiedere un po' in giro per rendersi conto di quanto questa deplorevole usanza sia ancora viva qui in paese e in tutta la zona». 
«Una cosa che non tutti sanno e che getta ancor più ombre su questa vicenda - prosegue - è come vengono ammazzati i gatti prima di essere mangiati. Vengono tenuti per alcuni giorni rinchiusi in gabbia, ingozzati di cibo, gettati in acqua bollente e ammazzati a bastonate. È una pratica di una crudeltà incredibile. I gatti che ci hanno portato via fanno da anni parte delle nostre famiglie. Siamo loro affezionatissimi e il male che ci è stato fatto è grande. Non ci resta che andare dai carabinieri sperando che un'indagine seria serva a metter fine a questa usanza incivile perché, non dimentichiamolo, maltrattare gli animali è anche un reato». 
Del caso si sta occupando anche la "Lega del cane" di Bassano. 
«Quella di mangiare i gatti, dalle nostre parti, è un'abitudine tutt'altro che scomparsa - dichiara Cristina Casale, volontaria nel canile di Pove - Il problema non è nuovo. Ogni anno in questo periodo si assiste alla scomparsa di felini. È una coincidenza molto sospetta che ciò avvenga sempre ai primi di novembre e cioè proprio in concomitanza con la vecchia usanza di organizzare la "cena dei gatti".