venerdì 28 agosto 2009

Sms, i 15 centesimi della discordia

È il prezzo massimo, quello che pagano 6 clienti su dieci Giungla di offerte, lo slalom di chi vuole risparmiare

Si fa presto a dire «sms». O me­glio: quel gesto che ha rivolu­zionato il modo di comunicare in 160 battute, spazi inclusi, è entra­to ormai nel nostro know-how quo­tidiano. Ha creato nuove regole grammaticali. Una nuova letteratu­ra in prosa e in versi. Forse tra un po' inizieremo anche a sognare in modalità short message service . Ma quanto costa inviare un breve mes­saggio di testo dal nostro telefoni­no? Quanto costa agli operatori? Quanto ne ricavano? Cosa succede quando andiamo all'estero o quan­do spediamo un veloce «ciao» a un amico che si trova in un altro Paese a nostra insaputa? Quanto costa a lui che lo riceve? È possibile rispar­miare? Ma, soprattutto, ed è questo il nodo cruciale: potrebbe costare di meno? È anche quello che si è do­mandato il nuovo Mr Prezzi, Rober­to Sambuco, che ha convocato il 3 settembre i principali operatori, Te­lecom Italia, Vodafone, Wind e 3 per parlarne. Sambuco aveva anche anti­cipato al Corriere l'ipotesi di una modifica legislativa, alla fine dell'in­dagine, da sottoporre al governo. Un passaggio che aveva scatenato le ire dell'Asstel, l'associazione di set­tore, guidata da Stefano Parisi (Fa­stweb).