L'ad di Apple: ho ricevuto il fegato di un ragazzo di 25 anni
LONDRA — «Sono molto felice di essere qui con tutti voi». Scheletrico nei jeans e nel solito dolcevita nero, Steve Jobs torna sul palcoscenico per la prima volta dopo quasi un anno. L'ultima era stata il 14 ottobre 2008, per la presentazione del MacBook Unibody. Lo accolgono gli applausi scroscianti dei giornalisti, dei blogger, dei dipendenti di compagnie partner: la «comunità Apple», come li chiama lui, riuniti a San Francisco, e pure alla «Brewery» di Londra in un evento parallelo mostrato «live». Non era scontato che lui ci fosse. «Come sapete ho subito un trapianto di fegato — dice subito Jobs —: l'organo apparteneva a un ragazzo sui 25 anni, morto in un incidente automobilistico, che è stato tanto generoso da donare i suoi organi». Voce calma, a tratti un po' roca. «Non sarei qui senza di lui». L'amministratore delegato della Apple invita tutti ad «essere altrettanto generosi e diventare donatori d'organi ». E poi passa agli affari. L'evento autunnale della Apple è da anni dedicato alla presentazione delle novità musicali, in vista degli acquisti natalizi. Da abile televenditore, Jobs ha conservato per ultimo l'annuncio più atteso: il lancio dell'iPod Nano con videocamera incorporata (e con radio, microfono, speaker e pure un contapassi). Per primo, ha presentato iTunes 9, la nuova versione della piattaforma online per l'acquisto, la gestione e la riproduzione di contenuti multimediali, che consentirà tra le altre cose di scaricare dischi del passato con testi e foto. «Alcuni di noi sono abbastanza vecchi da aver acquistato degli Lp», ha osservato nostalgico l'imprenditore 54enne.
