giovedì 10 settembre 2009

Jobs e il ritorno dal trapianto : «Felice, diventate donatori»

L'ad di Apple: ho ricevuto il fegato di un ragazzo di 25 anni

LONDRA — «Sono molto fe­lice di essere qui con tutti voi». Scheletrico nei jeans e nel solito dolcevita nero, Steve Jobs torna sul pal­coscenico per la pri­ma volta dopo quasi un anno. L'ultima era stata il 14 otto­bre 2008, per la pre­sentazione del MacBook Unibody. Lo accolgono gli ap­plausi scroscianti dei giornali­sti, dei blogger, dei dipendenti di compagnie partner: la «co­munità Apple», come li chiama lui, riuniti a San Francisco, e pure alla «Brewery» di Londra in un evento parallelo mostra­to «live». Non era scontato che lui ci fosse. «Come sapete ho subito un trapianto di fegato — dice subito Jobs —: l'organo apparteneva a un ragazzo sui 25 anni, morto in un incidente automobilistico, che è stato tanto generoso da donare i suoi organi». Voce calma, a trat­ti un po' roca. «Non sarei qui senza di lui». L'amministratore delegato della Apple invita tut­ti ad «essere altrettanto genero­si e diventare donatori d'orga­ni ». E poi passa agli affari. L'evento autunnale della Ap­ple è da anni dedicato alla pre­sentazione delle novità musica­li, in vista degli acquisti natali­zi. Da abile televenditore, Jobs ha conservato per ultimo l'an­nuncio più atteso: il lancio del­l'iPod Nano con videocamera incorporata (e con radio, micro­fono, speaker e pure un conta­passi). Per primo, ha presenta­to iTunes 9, la nuova versione della piattaforma online per l'acquisto, la gestione e la ripro­duzione di contenuti multime­diali, che consentirà tra le altre cose di scaricare dischi del pas­sato con testi e foto. «Alcuni di noi sono ab­bastanza vecchi da aver acquistato degli Lp», ha osservato nostalgico l'imprenditore 54enne.